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HAPPY TECH, MACCHINE DAL VOLTO UMANO è una grande mostra di arte e scienza realizzata dalla Fondazione Marino Golinelli in partnership con la Triennale di Milano, curata da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella con la collaborazione di Silvia Evangelisti.

 

La mostra si propone di esplorare il lato positivo del rapporto uomo/tecnologia attraverso le opere di artisti di fama internazionale come Tony Cragg, Cao Fei, Martino Gamper, Rainer Ganahl, Candida Höfer, Alfredo Jaar, Thorsten Kirchhoff, Armin Linke, Vik Muniz, Mark Napier, Tony Oursler, Pipilotti Rist, Thomas Ruff, Tom Sachs, Bill Viola. Si tratta di opere ispirate a tecnologie “a misura d’uomo”, ovvero che estendono la nostra natura, permettono, abilitano, sviluppano e potenziano le caratteristiche,le capacità e le ispirazioni umane migliori.

Guarda il video di Happy Tech

Ad ogni opera d’arte è affiancato un exhibit scientifico che consente di conoscere e provare una tecnologia legata al tema dell’opera. L’idea è quella di offrire al visitatore la possibilità di guardare alla relazione uomo-tecnologia da due punti di vista, quello dell’arte e quello della scienza, insieme.

L’arte è un indispensabile ponte fra la conoscenza delle cose e la conoscenza di noi stessi, e soprattutto del nostro rapporto con il mondo. Essa infatti coglie, spesso anche in anticipo, quello che qualcuno ha chiamato l’“alone” delle cose, quel rapporto assolutamente soggettivo con esse, ma al tempo stesso condivisibile con gli altri e per qualche aspetto anche universale, che è fatto di ricordi, pensieri, stati emotivi, aspettative, immaginazioni. E lo rende esplicito, visibile, concreto.

 

Sabato 29 gennaio, in occasione di Art White Night, la notte bianca bolognese collegata ad Arte Fiera – Art First, c'è stato un opening straordinario (dalle 20 a mezzanotte) del percorso espositivo; poi HAPPY TECH è stata visitabile dal 3 al 13 febbraio a Palazzo Re Enzo in occasione della manifestazione di diffusione della cultura scientifica ARTE E SCIENZA IN PIAZZA.

 
Dopo Bologna, la mostra è stata a Milano alla Triennale Bovisa dal 22 febbraio al 31 marzo arricchita da una sezione introduttiva dedicata ai precursori/visionari Bruno Munari, Pietro Fogliati, Nam June Paik e John Godfrey