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Tony Cragg

Sin dagli inizi della sua carriera (Liverpool, 1949; vive a Wuppertal, Germania) lavora assemblando materiali di scarto e oggetti d’uso comune. Utilizzando metalli, legno, marmo, vetro, plastica, Cragg realizza sculture di grandi dimensioni che emulano forme biomorfe o strumenti svuotati della propria funzione originaria. La sua ricerca si presenta come una riflessione sugli elementi primari, sia dal punto di vista materico che formale.

 

Cao Fei

(Guangzhou, Guangdong Province, Cina, 1978; vive a Pechino) è una delle figure più note nel panorama dell’arte cinese contemporanea, come dimostra la sua presenza in numerose mostre e biennali (Biennale di Venezia, 2007; Biennale di Sydney, 2006; Biennale di Singapore, 2006). La sua ricerca si caratterizza per un’attenzione alle nuove tecnologie e si rivolge in particolare a sviluppare le potenzialità tecniche di cinema, videoanimazione e Internet attraverso performance, video e videoinstallazioni che descrivono la rapidità cui sono soggetti i cambiamenti socioculturali in Cina.

 

Piero Fogliati

Partendo da una pittura di tipo astratto-informale, Piero Fogliati (Canelli, Asti, 1930; vive a Torino) ben presto avverte l’esigenza di “uscire dal quadro”. Nel 1962 aderisce al neonato Centro di Cooperazione per un Istituto internazionale di Ricerche Artistiche, il CIRA, interessandosi dei rapporti tra arte, scienza e tecnologia. I suoi lavori divengono quindi macchine visionarie, che sfruttano la commistione tra meccanismi ed elementi naturali per creare un’esperienza estetica.

 

Rainer Ganahl

Realizzando fotografie, installazioni, video, interviste e seminari, Rainer Ganahl (Bludenz, Austria; vive a New York) sviluppa una ricerca su temi dell’attualità, che spesso vedono una critica nei confronti delle istituzioni e nuove proposte di natura socio-didattica. Gran parte del suo lavoro si focalizza sul sistema di produzione e circolazione del sapere, motivo per cui Ganahl ha cominciato sin dagli anni Novanta a studiare numerose lingue straniere, tra cui il Russo, il Coreano, il Cinese, il Giapponese.

 

  

Martino Gamper

(Merano, 1971; vive a Londra) Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna e al Royal College of Art di Londra, combinando la sua formazione di scultore con l’interesse per il design. La sua produzione vede convivere la spiccata creatività con la funzionalità degli oggetti realizzati, spesso sedie e panchine collocate anche in spazi pubblici (Berlino Bench).

  

Candida Hofer

Figura rappresentativa della fotografia oggettiva tedesca (Eberswalde, 1944; vive a Colonia) rivolge la sua attenzione a luoghi sociali (musei, biblioteche, teatri, chiese) svuotandoli però della presenza umana. La predilezione per spazi che presentano caratteristiche simili ma che non si presentano mai uguali, esaltati nella loro struttura architettonica grazie alla costruzione prospettica dell’immagine, ha fatto parlare di lei come di una “antropologa delle architetture”.

 

Thorsten Kirchhoff

Ispirandosi al cinema e utilizzando mezzi espressivi differenti quali pittura, fotografia, video e suono,  Kirchhoff (Copenhagen, 1960; vive a Roma) conduce una ricerca sulla ricezione delle immagini nell’era della comunicazione massmediatica. Nei suoi quadri, fotorealisti e sempre ironici, elementi appartenenti alla sfera quotidiana vengono decontestualizzati e ricombinati in situazioni surreali, dove regna un senso di ambiguità. Lavorando sulla percezione inconsueta di oggetti conosciuti, Kirchhoff sviluppa l’idea freudiana di perturbante tanto cara al Surrealismo, riportandola alle sue suggestioni cinematografiche. Il cinema diviene dunque un immenso archivio da cui estrapolare immagini riconoscibili, il cui senso originario viene però alterato e reinventato. L’artista utilizza molto il bianco/nero, in grado di contribuire al senso di irrealtà dei suoi dipinti, e inserisce spesso degli elementi che escono dalla superficie del quadro, come se la tela si animasse per diventare oggetto tridimensionale.

Armin Linke

(Milano 1966; vive tra Milano e Berlino) utilizza fotografia e video come strumenti di riflessione sulle attività umane e sul paesaggio contemporaneo, sia questo naturale o artificiale. Attraverso le sue opere l’artista documenta i fenomeni di globalizzazione e gli interventi sul paesaggio, con uno sguardo ai mutamenti sociali e politici. Uno dei suoi ultimi lavori, commissionato dal museo MAXXI di Roma ed intitolato Il Corpo dello Stato, presenta una serie di fotografie realizzate lì dove le alte cariche dello Stato lavorano e si riuniscono, grazie alle quali Linke racconta la storia istituzionale italiana attraverso i luoghi che hanno visto passare problematiche e decisioni cruciali riguardanti il nostro Paese.

 

Bruno Munari

(Milano, 1907 – Milano, 1998) è una figura fondamentale nella storia dell’arte italiana del Novecento. Innovatore e sperimentatore, ha attraversato tecniche, linguaggi e discipline, distinguendosi non solo nel campo delle arti visive ma anche del design e della grafica. Caratteristica di tutto il suo lavoro è il coinvolgimento fisico e percettivo dello spettatore, ottenuto grazie al movimento, all’utilizzo della luce, all’espandersi nell’ambiente circostante, motivo per cui viene spesso ricordato come anticipatore delle ricerche cinetico-programmate.

 

Vik Muniz

(San Paolo, Brasile, 1961; vive a New York) è noto internazionalmente per i suoi dipinti ispirati ad icone del cinema e della storia dell’arte e realizzati con materiali insoliti, quali ad esempio cioccolato, sciroppo, lustrini, polvere, sabbia. Passaggio immediatamente successivo è fotografare queste opere che continuano a vivere come stampe di grande dimensioni, a dispetto della fragilità dei materiali originari.

 

Mark Napier

(Springfield, Stati Uniti, 1961; vive a New York) ha unito nella sua ricerca la sua formazione e sensibilità da pittore con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Dalla metà degli anni Novanta si rivolge ad esplorare le potenzialità di internet divenendo uno dei protagonisti della net.art, definizione che riunisce tutte le pratiche artistiche prodotte e distribuite in rete, accessibili a chiunque in qualsiasi parte del mondo. La fama di Napier è legata ad uno dei suoi primi progetti, The distorted Barbie, un sito nel quale l’icona della celebre bambola veniva “distorta”, resa mostruosa, al punto da scatenare le reazioni della Mattel.

 

Tony Oursler

(New York, 1957; vive a New York) E' noto per le sue installazioni multimediali, dove la proiezione di immagini è sempre associata alla forza dell’elemento sonoro. Già membro del gruppo rock Poetics, Oursler comincia sin dagli anni Ottanta a studiare le relazioni tra l’elemento visivo e quello sonoro-verbale, che lo porta a dar vita alle sue “creature”: si tratta di video proiettati su oggetti tridimensionali, spesso superfici sferiche o manichini di stoffa imbottita che si trasformano così in soggetti parlanti.

 

Alfredo Jaar

Artista, architetto e filmmaker, Alfredo Jaar (Santiago del Cile, 1956; vive a New York) affronta temi dal forte impatto politico e sociale, denunciando attraverso le sue opere casi di oppressione politica ed emarginazione sociale. Con i suoi video, light box, installazioni, testi e fotografie Jaar ci porta in luoghi e contesti spesso attraversati da conflitti persistenti ma che non riscuotono la stessa attenzione da parte di stampa e opinione pubblica; ne è un esempio il Progetto Rwanda (1994-1998), nel quale Jaar ha documentato il genocidio in corso nel Paese africano, contestando il silenzio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

 

Nam June Paik

Pioniere della videoarte, Paik (Seoul, 1932 – Miami, 2006) ha cominciato ad esplorare già dai primi anni Sessanta le potenzialità dell’immagine elettronica. Celebri sono le sue prime elaborazioni, nelle quali interviene direttamente sul tubo catodico del televisore con magneti in grado di alterare la trasmissione del segnale, ottenendo così immagini astratte e in movimento. In linea con la poetica del gruppo Fluxus, Paik sosteneva la possibilità di un’arte che, grazie anche all’ausilio delle nuove tecnologie, giungesse direttamente al fruitore e che in tale immediatezza si facesse strumento per una ridefinizione dell’ambiente socio-culturale.

 

 

 

 

Pipilotti Rist

Attraverso la realizzazione di video, film, performance e videoinstallazioni ambientali, (Grabs, Svizzera, 1962; vive a Zurigo) porta lo spettatore ad immergersi in situazioni oniriche ed estranianti, dove l’immaginario pop dai colori psichedelici è spesso funzionale alla trattazione di temi al femminile. Mescolando realtà e fantasia come in un sogno ad occhi aperti, Pipilotti compare spesso come protagonista dei suoi video.

 

Thomas Ruff

(Zell am Harmersbach, Germania, 1958; vive a Düsseldorf) Ruff ha scelto la fotografia come proprio mezzo espressivo e da sempre ne esplora generi e linguaggio, sperimentando tipologie di costruzione dell’immagine e nuove tecniche.

 

Tom Sachs

Geniale bricoleur (New York, 1966; vive a New York) reinventa la realtà appropriandosene. Le sue sculture hanno la particolarità di essere realizzate interamente a mano e conservano pertanto le imperfezioni del processo artigianale cui sono sottoposte. Vere e proprie opere di ingegneria, i suoi lavori rivelano un’attenzione particolare materiali anonimi e fragili, come il foamcore – un particolare tipo di foglio espanso ricoperto da cartoncino –, il compensato e il cartone, spesso recuperato da scatole di famosi marchi come Chanel. Con questi Sachs dà vita ad oggetti perfettamente funzionanti, risultato di un contemporaneo bricolage. Cuciture, articolazioni e viti sono spesso lasciate a vista, suggerendo un’idea di non finito e di continua trasformazione e riprogettazione. Spesso l’artista sceglie come soggetti icone della cultura popolare, come il pupazzo di Hello Kitty o la catena di Mc Donald.

 

Bill Viola

Riconosciuto come uno dei maggiori artisti contemporanei (New York, 1951; vive a Long Beach, California) lavora da quasi quarant’anni sulle potenzialità del video, spesso utilizzato come “quadro in movimento” per dar vita ad immagini che si rifanno a celebri opere della storia dell’arte come in The Greeting, ispirato alla Visitazione del Pontormo. Realizzando video, film, ambienti sonori e videoinstallazioni ambientali, Viola stimola le percezioni sensoriali dello spettatore attraverso un uso sempre sofisticato della tecnologia. Temi ricorrenti della sua opera sono la nascita e rinascita, la morte, la presa di coscienza, in riferimento anche alle filosofie orientali di cui è estimatore e conoscitore.