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Aeroplane di Tony Cragg

Aeroplane del 1979 fa parte di una serie di lavori, installati a parete o sul pavimento, nei quali Cragg giustappone frammenti di vetro e plastica per dar vita a figure riconoscibili (un aeroplano, un angelo) come per le sagome. L’assemblaggio di schegge “trovate”, utilizzate come elementi materici e cromatici e al tempo stesso portatrici di una propria storia, è funzionale a dar loro una nuova vita. La plastica come simbolo della cultura industriale, del consumismo e del superfluo, viene nobilitata grazie al processo creativo, che ne sfrutta le sue qualità di materiale eterno. Per quasi tutta la nostra storia, gli oggetti di cui avevamo bisogno potevano essere realizzati solo con pochi materiali naturali, in genere scarsi, costosi o dalle caratteristiche limitate come legno, pietra, fibre vegetali, vetro e qualche metallo. Poi sono arrivate le plastiche, che la chimica ha imparato a produrre dal petrolio: decine di nuovi materiali robusti, leggeri, economici, e ai quali si può conferire qualsiasi forma e colore. Rendendo possibile la produzione di ogni tipo di oggetti in quantità enormi, mai viste prima nella storia dell’uomo, le plastiche hanno dato a tutti la possibilità di possedere cose che erano sempre state riservate a una minoranza ricca e privilegiata. Basti pensare agli oggetti per la casa, o ai giocattoli.
Oltre, naturalmente, a mille oggetti mai esistiti prima e oggi indispensabili come ad esempio gli strumenti monouso impiegati in medicina, o gli imballaggi sicuri per gli alimenti. L’accesso ai beni di consumo è stato quindi uno straordinario strumento di emancipazione sociale. Se oggi le parole “consumi” e “consumismo”, così come la stessa parola “plastica”, hanno assunto una connotazione negativa, è solo perché a volte non ne abbiamo fatto buon uso. Senza le plastiche il nostro mondo sarebbe infatti molto più povero e diseguale, e saremmo costretti a consumare molte più risorse naturali. Grazie a loro, la nostra vita è anche più ricca di forme e di colori. Non a caso, sono state definite i “materiali del possibile”.